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| Cover me with plastic black (a plastic colour, that is to say) |
tutto scorre
Non si picchia soltanto
quando si ha la certezza di vincere. Quello lo fanno i conigli, quelli veri. Si
picchia quando si ha certezza di doverlo fare, punto e basta. Prendiamo, ci
buttiamo nella mischia e ne usciamo con le ossa rotte ma quelle non contano
niente. Non conta niente avere le ossa rotte o le ossa intatte. La paura di
perdere le battaglie è la vera nemica suprema dell’umanità. Gente che si è
rintanata e annullata soltanto perché qualcuno urlava più forte di loro, cani
randagi, topi di fogna, padroni. Ma poi tutto scorre, e uno fa sempre in tempo
a raccapezzarsici e i ruoli possono cambiare e chiunque può cominciare ad
urlare e perdere la propria purezza innocente, e chiunque può picchiare
soltanto se sa che vincerà. Tutto scorre.
Mi capita di incontrare gente
che non aspetta altro che gli si presenti l’occasione di giustificare un
proprio atto di violenza. Intendo dire, in genere, che certi proprio non
aspettano altro che una minima scusa per potersi permettere un atto di
violenza, di potersi imbarbarire e poi dire che le proprie vittime se lo sono
meritato. Anche io, come loro, ho certe volte questi istinti. Un giorno in cui
pensavo ci fosse in essere un crimine, mi sono scoperto a sperare di beccare il
criminale con le mani in pasta, e linciarlo, picchiarlo per sfogarmi,
picchiarlo per non reprimermi. Il pensiero di poter scovare un ladro dentro
casa certe volte, con certi stati d’animo, mi risulta affascinante. Nel senso,
la cosa importante non sembra essere quella di evitare che qualcuno mi rubi in
casa, ma piuttosto mi viene alla ribalta il desiderio di poterlo incontrare, e
malmenarlo, e non avrei freni, se non evitare la sua morte, perché la mia
azione mi si presenterebbe giustificata.
Quanto mi fa paura questa cosa, non sono l’unico a pensarla così.
Voglio stare attento che non
mi presenti l’occasione di essere un barbaro, e che possa non costruirmela mai.
Inoltre, voglio stare attento a non dare mai a nessuno neppure la minima scusa
per imbarbarirsi. Ci sarà anche un modo per non essere né carnefice né vittima.
Ma mi pare di no, perché tutto scorre, e a seconda delle stagioni propendiamo
più verso una o l’altra parte, ma non stiamo mai nel mezzo. Nessuno può essere
mai fermo nella neutralità, perché tutto scorre. Insomma, già lo sappiamo.
Ho incontrato luoghi,
persone, situazioni, sentimenti e bene o male me li ho vissuti, chi più chi
meno, molti non tanto o come avrei voluto, ma stanno comunque tutti dentro di
me. Molte di queste cose meriterebbero un posto migliore e più grande, ma è
così che vanno le faccende, loro non recriminano, e io di certo non mi ci
fascio la testa, con i rimpianti. Proprio per niente. Tutto va e viene, tutto
scorre. Luoghi, persone, situazioni, sentimenti. Solo un De Beers è per sempre,
ma di sicuro non lo è quello che gli ruota intorno. Una pietra, e mille fattori
contingenti. Tutto scorre, come diceva Eraclito, o il suo discepolo, o
Simplicio. Guardiamo quel fiume e l’acqua non è mai la stessa. Guardiamo quel
diamante, e noi non siamo mai gli stessi. Andiamo, veniamo, stiamo fermi
desiderando di andare, di venire. Proprio una palla al piede, questo non
smettere mai di girare, questo non smettere mai d’imparare. Per me non è una
bella cosa proprio per niente. Vorrei smettere di sbagliare, e smettere di
imparare, anche se non so un sacco di cose. Un giorno sarò arrivato a conoscere
delle cose che mi soddisferanno e starò bene con quelle e non vorrò imparare
più niente. E vorrei proprio che questo giorno possa arrivare. Da vecchio non
sarò saggio. Sarò mezzo pieno agli occhi di tutti, ma pieno fino all’orlo agli
occhi miei. Se proprio tutto deve scorrere, non voglio che sia un problema mio.
Vorrei amare tutti per sempre,
come li ho amati nel pieno del sentimento che ho nutrito per loro.
Vorrei sentire i luoghi che
ho visitato o in cui ho vissuto come li ho sentiti nel momento in cui erano un
tutt’uno con me, nei giorni più felici in cui vi sono stato.
Vorrei che i miei sentimenti
siano sempre al massimo verso qualunque cosa, e voglio che siano sentimenti di
amore.
Voglio che le situazioni più
belle che ho vissuto possano ardere vive per sempre dentro di me, e non
perdersi nello scialacquio del tempo, nello scialacquio di accadimenti senza
importanza. Vorrei poter salire in soffitta e trovarle ancora tutte lì,
accatastate in ordine. Come fossero vhs vorrei poterle scegliere a piacimento
in questo o quell’altro giorno, e rivivere la mia nascita, il mio primo bacio,
quegli abbracci, i sorrisi di tante persone, le voci, i profumi, le passeggiate
nel bosco, il gelato.
Perché a me tutto questo
scorrere fa veramente schifo.

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