Ho visto una caterva di persone che valgono più dell'oro rovinate dai buoni consigli che venivano loro inferti.Ci sono stati, e di sicuro non solo davanti a me o intorno a me, milioni di progetti grandiosi che sono stati insabbiati da nient'altro che parole.
Milioni di persone nella storia rovinate da certe frasi buttate là con noncuranza, che invece sono arrivate a destinazione come macigni di criptonite per tanti Superman e tante Wonderwoman che avrebbero magari anche potuto cambiare in positivo piccole o grandi fette di storia.
Io noto che la gente soffre l'entusiasmo. Lo spegne in tutta fretta, come fosse un incendio appiccato da un piromane in mezzo alla città. Di questi pompieri improvvisati ne vedo a palate, e ne sento parlare di continuo.
Ma che ne so perché succede, magari nessuno sa più cosa voglia dire entusiasmarsi, infuocarsi per qualcosa, e allora prova invidia, ma questa è retorica e lasciamola cadere qua.
I fatti raccontano che l'eccitazione non pare gradita, se non quando scopiamo, gente.
Oppure sappiamo sì crogiolarci in eccitazioni di maniera, eccitazioni di gruppo, conferenze, partiti, patrie, discoteche, squadre, squadriglie, ronde, deviazioni, perversioni, feste a comando.
Il resto, è sempre troppo dispendioso. Non vale la pena. E' troppo impegnativo. E' utopico. E' stupido. E' assurdo. E' sbagliato. Non va bene. Il gioco non vale la candela.
La mia verità è che il gioco, se gioco è, vale invece sempre la candela.
Se uno non rischia mai, non fa mai il passo più lungo della gamba, come può pretendere di arrivare in territori inesplorati, dei quali magari nemmeno immagina l'esistenza?
Che ci vuole a saltare? Quant'è divertente?
Saltate, dio santo!
Correte dietro all'estetica delle cose, non al loro prezzo.
Non fate mai i conti.
Non chiedetevi mai quanto sia costato.
Non chiedetelo mai.

.. ultimamente, poi, i due flussi sono quotidiani.
RispondiEliminaL'importante è vivere in qualcosa che esuli il quotidiano! ;)
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